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Figli ed educazione: punizioni si o no?

Non sono mai stata per le punizioni, non le accettavo da piccola, non le accetto da grande.

Non ho mai capito l’utilità di un adulto che mi urla in faccia, che mi dice che ho sbagliato e per questo devo essere punito.

Sbagliare fa parte del percorso di crescita personale, accettare le sconfitte e gli errori aiuta a crescere come adulti equilibrati.

Allora perché i bambini non possono sbagliare? Perché non hanno diritto non essere in grado talvolta di scoprire le proprie emozioni, anche quelle negative, secondo delle modalità sbagliate?

Io credo che sia compito del genitore accompagnare i bambini nella scoperta delle proprie emozioni, aiutarlo a riconoscerle e a gestirle.

Non esistono bambini perfetti, esistono bambini capiti ed aiutati nel percorso di crescita.
Non esistono genitori perfetti, esistono adulti consapevoli del proprio ruolo.
Credo che oggi esistano tutti gli strumenti necessari ai genitori per decidere quale educazione voler condividere con i propri figli. Si condividere perché è un percorso fatto insieme.

Anche i genitori vivono delle frustrazioni ma la differenza tra l’adulto e il bambino è che il primo dovrebbe saperle riconoscere e gestire.

Prima di avere figli pensavo che una sonora sculacciata a tempo debito potesse essere utile, ora che c’è Andrea diventa per me impensabile pensare di educarlo in maniera differente da quella del confronto attraverso la parola.

Lo sostengono anche molte pedagogiste, tra loro Elisabetta Rossini ed Elena Urso: “Quando ai genitori sarà chiaro che i capricci non sono una dichiarazione di guerra psicologica nei loro confronti ma un modo per appagare l’esigenza d’amore che i bambini sentono in quel momento, allora sarà tutto molto più semplice. Ed è questo il momento in cui occorre invocare i principi dell’educazione emotiva e insegnare loro il nome delle emozioni che provano per conoscerle e reagire in maniera giusta e non sproporzionata. Dopo aver parlato e calmato il bambino, passare un po’ di tempo con lui, seduti vicini e in silenzio avrà un enorme potere terapeutico calmante”.

“Non si finisce mai di imparare” diceva mia nonna e credo che il segreto di un genitore sia questo: non smettere mai di mettersi in discussione, non smettere mai di volersi migliorare.



Di Barbara Chizzolini - Chizzocute
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