
Paolo è diventato irrequieto. Ilaria vuole fare la “ragazza grande”. Per fortuna Simone non parla ancora, altrimenti sarebbe la mia fine! I miei ragazzi hanno iniziato a ribellarsi e a rispondere quando li sgrido per qualcosa.
Ovviamente cerco di farlo il meno possibile e solo quando davvero passano il segno. Cerco anche di motivare il “castigo” senza inutili privazioni, ma spiegando dove hanno sbagliato perché capiscano e crescano in modo responsabile.
Ma non è facile! A volte mi sembra di cadere nel ricatto, ad esempio se prometto qualcosa nel caso si comportino bene.
Poi reagisco davvero male se ad esempio io li sgrido e mio marito fa spallucce, annulla la mia punizione e lascia correre o peggio ancora, vizia o premia chi si è comportato male!
Allora divento insopportabile e me la prendo anche con l’altro figlio che si è comportato bene. So che sbaglio, ma il mio carattere è così: sono una pentola a pressione.
Non voglio che i miei figli crescano arroganti e prepotenti, ma neanche che diventino passivi e si lascino “metter sotto” dai compagni di scuola più maleducati.
Gli psicologi dicono che ai bambini servono dei NO categorici e inflessibili perché attraverso i capricci, tastano il terreno per capire quali sono i loro limiti, cioè fin dove possono spingersi con le loro richieste.
Già, ma fino a dove possono spingersi? E fino a dove possiamo noi con i nostri NO?
Datemi qualche consiglio amiche! Disperatamente vostra,Mamma B.
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